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3 SEGNALI CHE LA TUA IDENTITA’ DIGITALE E’ A RISCHIO E COME RIMEDIARE

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Tutti i giorni navighiamo sul web iscrivendoci a servizi, accettando cookie e scaricando applicazioni. Nel tempo e ripetuta con costanza, questa attività lascia dietro di se una scia di dati, la nostra “impronta digitale”.

Il problema vero e proprio non è essere presenti sul web, ma essere vulnerabili senza saperlo.

Spesso pensiamo di proteggerci dietro la frase “a chi vuoi che interessino i miei dati?” ma non funziona proprio così; i furti di dati o i tracciamenti riguardano tutti gluìi utenti, non solo le grandi aziende o le figure pubbliche.

Esistono diversi segnali d’allarme per accorgersi di essere a rischio, vediamo i tre più semlpici e comuni, seguiti da pochi passaggi pratici per bonificare la propria presenza online:

 

  1. La tua email è finita in un Data Breach

Innanzitutto un “Data Breach” è un incidente di sicurezza, ovvero una violazione che comporta in modo illecito la distruzione, la modifica, la perdita, la divulgazione non autorizzata o l’accesso a informazioni protette, confidenziali, sensibili.

Ne conseguono il furto di identità, truffe finanziarie, ricezione di spam o attacchi mirati.

 

  • Come verificare: Utilizza servizi affidabili e gratuiti come “Have I Been Pwned” ( https://haveibeenpwned.com/ ) per inserire l’indirizzo email e controllare se figura all’interno di violazioni note;

 

 

 

  • Cosa fare subito: Se l’email risulta compromessa, cambia immediatamenta la password, compresa quella degli altri servizi dove ne hai utilizzata una uguale o simile e attiva l’autenticazione a due fattori (2FA)

 

2. Le vecchie app conservano ancora i tuoi permessi

Nel corso del tempo colleghiamo i nostri account (Google, Apple o social) a molte applicazioni di terze parti, per esempio giochi, test online, app di produttività; anche se smettiamo di usarle o le disinstalliamo quelle app continuano ad avere accesso ai nostri account, ai dati di profilo o alla casella di posta elettronica.

  • Come verificare: Accedi alle impostazioni di sicurezza del tuo account

 

 

 

 

  • Cosa fare subito: Procedere immediatamente alla revoca dell’accesso di tutte le applicazioni che non si utilizzano da più di tre mesi o che non riconosci.

 

3. La tua impronta pubblica su google è troppo esposta

I motori di ricerca, vedi Google per esempio, indicizzano continuamente documenti, liste pubbliche, forum e profili di social network. Se digitando il tuo nome e cognome tra virgolette ( “Ivan Trillo”) compaiono numeri di telefono, indirizzi, documenti PDF con i tuoi dati o vecchi profili, la tua privacy è esposta ad azioni di Ingegneria Sociale (Tecnica di manipolazione psicologica utilizzata dai cybercriminali per ingannare le persone e farsi consegnari i loro dati personali, come password o addirittura denaro).

Di seguito un paio di metodi per verificare che la tua presenza online non sia a rischio:

Digitare il testo seguente, sostituendo il proprio nome e cognome tra le virgolette

  • “Nome Cognome”site:linkedin.it
  • “Nome Cognome”site:instagram.it
  • “Nome Cognome”site:facebook.it
  • “Nome Cognome”filetype:pdf

Questi sono comandi di ricerca avanzata chiamati anche “Google Dorks”, vengono usati nel motore di ricerca Google per filtrare i risultati e trovare informazioni specifiche, nascoste o difficili da indivifuare con una ricerca comune. Utilizzando questi comandi NON si violano sistemi, non si installa alcun malware, ma si portano alla luce files dimenticati o pagine di login.

– site: Limita la ricerca ad un sito o dominio specifico (vedi instagram, linkedin..);

– filetype: Cerca un’estensione di file precisa come PDF o XLS (filetype:pdf  filetype:xls);

– inurl: Cerca una parola specifica all’interno dell’URL di una pagina (inurl:login)

– intitle: Cerca una parola nel titolo di una pagina.

Nel caso in cui ci si accorga che l’invio di questi comandi restituisca dati sensibili su noi stessi, è possibile richiederne la rimozione tramite gli strumenti ufficiali di Google e impostare la privacy dei propri account social su “privato”.

E’ importante sapere e capire che la sicurezza informatica non si basa su strumenti complessi ma sulla costanza delle piccole abitudini. Per rendere i propri account più sicuri non sono necessari più di 15 minuti magari una volta al mese di attenzione.

 

 

 

 

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